| Siamo programmati per sopravvivere, non per pensare criticamente. E in un’epoca in cui la disinformazione erode le fondamenta stesse della democrazia, questa differenza non è mai stata così pericolosa. È il messaggio più forte che emerge dalla seconda edizione di InCastro – Festival del Pensare, il fine settimana di divulgazione scientifica organizzato dal Comune di Grotte di Castro. Tre giorni di conferenze, laboratori, spettacoli e una mostra d’arte che hanno trasformato piazza Matteotti in un’agorà scientifica a cielo aperto. Il bilancio del direttore scientifico“Abbiamo affrontato il tema del pensiero in modo globale – dichiara il professor Francesco Orzi, direttore scientifico del festival – Il modo in cui pensiamo e il modo in cui pensiamo male. Come «separare il grano dal loglio» in un’epoca in cui siamo sommersi di informazioni”. La diagnosi di Orzi è netta: “Il sovraccarico di informazioni genera difficoltà cognitiva, ci costringe a scegliere senza sempre sapere come farlo. Dobbiamo sviluppare tecniche e strumenti di orientamento. Ed è un processo quasi innaturale. La natura ci porta a privilegiare comportamenti istintivi che funzionavano benissimo quando eravamo nella savana. Oggi invece servono altri strumenti: la scienza, i dati, il dubbio, la capacità di alimentarlo e cercare di risolverlo attraverso l’evidenza”. La posta in gioco va ben oltre la divulgazione scientifica: “Il pensiero critico è l’antidoto al complottismo e al negazionismo, fenomeni che fanno male alle radici stesse della democrazia. InCastro nasce anche da qui”. |
| Tre giorni per dodici domande Il programma ha attraversato alcuni dei temi più urgenti del dibattito scientifico e civile contemporaneo. Il pomeriggio di venerdì 10 luglio si è aperto con il rapporto tra pensiero e attività elettrica cerebrale (Francesca Grassi), la convergenza evolutiva tra biologia e intelligenza artificiale (Neri Accornero) e il ragionamento nell’incertezza tra Bayes e rasoio di Occam (Alessandro Zocchi). Durante la giornata di sabato, ecco le neuroscienze applicate al marketing (Mahmoud Abu Aisha), il pensiero animale e la cognizione degli uccelli in città (Enrico Alleva), il rapporto tra amore e intelligenza artificiale (Maurizio Balistreri), il ruolo delle metafore nel pensiero scientifico (Elena Gagliasso) e la fragilità dei diritti in condizioni di privazione della libertà (Mauro Palma). Domenica gran finale. Al centro degli interventi, i meccanismi della decisione umana tra istinto e ragione (Pietro Pietrini), il nesso tra pregiudizi e vaccinazioni (Gilberto Corbellini), i criteri dell’evidenza scientifica (Francesco Forastiere), fino al futuro del calcolo (Sauro Succi). Le mattinate alla Casa di Comunità hanno ospitato dieci laboratori interattivi con Nicoletta Lanciano, Giacinto Sabellotti, Valentina Simonetti, FabLab Lazio Innova e Alessandro Zocchi su temi che spaziavano dall’astronomia alla cognizione vegetale, dalla tecnologia alle neuroscienze educative. Inoltre, fino al 19 luglio, è visitabile la mostra di scultura Pensatori 2026 di Simone Sirna (via Vittorio Veneto, 13). Viterbo Tuscia Capitale Europea della Cultura 2033 La seconda edizione ha segnato anche un passaggio istituzionale significativo. Durante la prima serata, il sindaco di Grotte di Castro Antonio Rizzello, il presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli e il vicesindaco di Viterbo Alfonso Antoniozzi hanno portato in piazza la candidatura di Viterbo Tuscia a Capitale Europea della Cultura 2033. “Un territorio che investe sulla qualità del pensiero è un territorio che investe sul proprio futuro”, aggiunge il direttore scientifico. |
| Il festival è stato condotto dal professor Francesco Orzi e dal divulgatore scientifico Paolo Conte (Progetto Theia – RAI Radio3). Le serate sono state animate dallo spettacolo Stand up for Science – Ma cosa ti dice la testa? di Alberto Agliotti e Francesco Giorda e dallo show di illusionismo Reality is optional del campione italiano di magia Luca Terranova (Mago Novas). InCastro – Festival del Pensare è realizzato con il patrocinio dell’Università della Tuscia e con il contributo non condizionante di Caffè Menerva, Fondazione Emmanuel Miraglia e Coop Amiatina. |



